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Banda ultralarga in Italia: potremmo essere i primi in Europa

banda ultralarga in italia: potremmo essere i primi in europa

Banda ultralarga in Italia: potremmo essere i primi in Europa

7 marzo 2016

Banda ultralarga in Italia: potremmo essere i primi in Europa

La fibra in Italia non decolla: offerta di infrastruttura insufficiente e un contesto di mercato instabile a causa dei grandi investimenti necessarie e dei relativi ritorni economici in termini molto lunghi.

Si tratta di una opportunità che consentirebbe di costruire una infrastruttura efficiente, ancorché transitoria, fondata sull’incontro tra domanda e offerta di banda su performance molto alte (100 Mbit/s e oltre, con continuità di prestazione, oltre che con un livello di interferenze del tutto irrisorio) e con investimenti da parte del solo mercato assai limitati e, comunque, sostenibili, e quindi anche con prezzi al consumo bassi.

E’ un’opportunità che potrebbe creare una nuova domanda, al momento molto debole, alla quale offrire lo switch da rame a fibra in seguito, tra qualche anno, una volta legittimati consumi e servizi su una soglia di prestazioni ben più elevata rispetto a quella deludente disponibile oggi.

Proprio ieri il prof. Maurizio Décina ha accennato a questa possibilità, riferendosi ad una incoraggiante ricerca del Politecnico di Milano.

Forse si può andare oltre.

La soluzione concreta risiede in un brevetto tutto italiano, depositato presso le autorità italiane agli inizi dello scorso ottobre 2015 e frutto del lavoro di oltre un anno di un gruppo di ricerca dell’Università di Roma Tor Vergata guidato dal prof. Francesco Vatalaro.

Si chiama SBV (Sub Band Vectoring) si presta a realizzare la copertura a 100 Mbit/s e oltre nel 70% dei Cluster A+B, con affidabilità, costanza di prestazione e un livello di interferenze del tutto fisiologico. Si tratta di risultati registrati in valutazioni di laboratorio nel rispetto dei parametri tecnici della rete di trasmissione italiana. La copertura del 70% a 100 Mbit/s è stata infatti accuratamente calcolata con estensive simulazioni sulla base dei dati reali della rete di Telecom Italia nei Cluster A+B che nel complesso interessano oltre il 60% della popolazione italiana, ossia oltre 35 milioni di cittadini.


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